LA STORIA DELLA MISERICORDIA DI EMPOLI

LA NOSTRA STORIA

La lunga storia delle Misericordie inizia in Toscana nel 1244. Fu proprio a Firenze infatti che venne fondata la prima Confraternita denominata Compagnia di Santa Maria della Misericordia. Con il tempo queste associazioni sorte spesso in concomitanza di epidemie, carestie, calamità naturali, ma anche contro il diffondersi delle eresie, iniziarono a espandersi su tutto il territorio “nazionale”.

All’inizio del XVII sec., grazie al riassetto interno alla Chiesa cattolica dopo il Concilio di Trento e al sorgere di una rinnovata spiritualità, testimoniata dal nascere di nuovi ordini religiosi, si iniziarono a diffondere associazioni laicali, molte delle quali con un marcato scopo assistenziale.

Nel 1635 si ha notizia della presenza a Empoli della “Compagnia della Buona Morte”, dalla quale trae origine l’attuale Venerabile Arciconfraternita della Misericordia. La Compagnia, sorta a seguito dell’epidemia di peste che aveva colpito la zona nel 1631, aveva sede nel corridoio che dal Battistero conduce alla Collegiata di Sant’Andrea, solo nel 1671 fu trasferita all’interno della chiesa.

Dopo il difficile periodo napoleonico nel quale le compagnie religiose furono soppresse, tra il 1814 e il 1818 la Compagnia torna attiva e in poco tempo raggiunse i 250 iscritti. Furono riproposti e approvati i capitoli dell’associazione e a capo vi fu posto un sacerdote o Correttore, compito assolto dal Proposto pro tempore della Collegiata di Sant’Andrea o da altri da lui delegati; a questi fu affiancato un Governatore, eletto annualmente, con l’incarico di “osservare che le cose da farsi, sì per lo Spirituale e Temporale, siano con ordine e vantaggio della Compagnia medesima”.

Un Camerlingo invece divenne “il depositario di quelle oblazioni o elemosine che verranno fatte” mentre ai cinque “festaioli” eletti (sorta di consiglieri), sempre annualmente, spettò “non solo presiedere alle funzioni da farsi, ma ancora sieno come aiuti e cooperatori al Correttore e al Governatore in quelle cose che riguardano il bene della Compagnia”.

Nel corso della prima adunanza ufficiale che si tenne la terza domenica di Quaresima del 1818, fu resa pubblica la veste che gli iscritti erano tenuti ad indossare.
Nel 1841 i confratelli della Compagnia della Buona Morte deliberarono la trasformazione in Compagnia della Misericordia seguendo l’esempio della Misericordia di Firenze e ispirandosi alla medesima struttura organizzativa.

L’Arciconfraternita della Misericordia di Empoli, come gran parte degli enti di sanità, nel 1890 diventò IPAB (Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza) a seguito della cosiddetta “legge Crispi” ed è rimasta Istituzione Pubblica fino al 1992, anno in cui ha assunto nuovamente la personalità giuridica di diritto privato. Nel 1993 fu approvato il nuovo statuto, modificato poi nel 2005 e nel 2010.

Oggi in Italia, sotto la Confederazione Nazionale delle Misericordie, sono riunite oltre 700 confraternite alle quali aderiscono circa 670 mila iscritti e 100 mila confratelli attivi.

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